GIORGIO ORTONA

Antologia critica

Philippe Daverio
Viaggio in Sicilia
Palermo, Galleria Nuvole, 2005


...Nei comodi giorni nostri non è la densità della paura a fare abbandonare la città, ma il disagio provocato da una ansia sottile. E il motivo ne è quindi molto più complesso. E’ legato al fatto che la città non serve più molto all’arte, anzi forse ne limita la libertà espressiva perché tende a condizionarla secondo gli unici parametri che conosce, che sono parametri puramente commerciali. I pochi tavolini da bar non ancora requisiti dalla happy hour si sono spostati in mille luoghi che hanno la fortuna di potere esistere perché legittimati dalla loro consistenza leggera. La comunicazione ha tolto per fortuna ogni tipo di barriera. E la cosa è forse ancora più definitiva: quella necessaria sensazione di appartenenza ad un mondo speciale, a quello dove si inventa o si distilla l’arte, è più facile ritrovarla in simposi temporanei, dove le esperienze si possono confrontare, se lo vogliono, o possono rimanere puramente coesistenti, se lo si preferisce. Ecco ciò che è successo l’estate scorsa all’Ulmo, quando tre artisti siciliani si sono trovati ad incontrare, per arbitrio dei curatori, cinque artisti appartenenti al continente, non italiano ma europeo… ...E poi Giorgio Ortona l'architetto che piace tanto al mio amico Vanni Pasca perché del mistero dell'architettura racconta il momento ad alto pathos della costruzione e del calcestruzzo...

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